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Dic 11, 2015 - Senza categoria    No Comments

microonde

1. Usare il microonde per sterilizzare le spugne per pulire
Nelle spugnette che utilizzate per le pulizie domestiche spesso si annidano virus e batteri. Per eliminarli alla radice basta usare il microonde. Lavate le spugne sotto l’acqua fredda, per eliminare i residui di sporco. Strizzatele per eliminare l’acqua in eccesso, e riempite una ciotola di plastica di acqua e succo di limone (o un bicchierino d’aceto). Immergeteci la spugna e fate partire il microonde per 5 minuti alla massima potenza. In men che non si dica avrete spugne pulite, come nuove.

2. Usare il microonde per una spremuta perfetta
Cosa c’entra il microonde con una spremuta di agrumi? Beh, il piccolo segreto per una spremuta perfetta è quella di dare una veloce scaldata agli agrumi che avete scelto per la vostra bevanda, appena prima di spremerli. In questo modo, rilasceranno più vitamine e la spremuta sarà ancora più buona. Inoltre, rilasceranno un buon profumo per tutta la casa.
sterilizzare-spugnetta-cucina

3. Usare il microonde per tingere i capi d’abbigliamento
Lavate i vostri capi e poi immergeteli in una ciotola piena d’acqua. Con i guanti di gomma, versate nella ciotola d’acqua il colore che avete scelto per il vostro capo. Poi ricoprite la ciotola con della plastica trasparente, per non sporcare il forno e azionatelo per 2-5 minuti alla massima temperatura (a seconda del tessuto che state colorando) e poi estraete la ciotola dal microonde.

4. Usare il microonde per riscaldare le stoviglie prima di mangiare
Nei ristoranti di classe le pietanze calde vengono sempre serviti in piatti caldi. In questo modo, il calore si mantiene più a lungo. Perché non ripetere l’espediente anche a casa? L’unica accortezza è quella di spruzzare un po’ d’acqua sui vostri piatti prima di metterli nel microonde per farli scaldare.

5. Usare il microonde per togliere lo sporco di cera
Per alcune sostanze, come il chewing gum, il metodo migliore per togliere le macchie è quello di usare il freddo del congelatore. Per altre, invece, come la cera di candela, è meglio usare il microonde. Scaldate l’indumento che si è macchiato dentro al microonde e poi rimuovete la cera.

6. Usare il microonde per salvare il vostro mascara
È tanto tempo che non usate il vostro mascara e si è un po’ seccato? Mettetelo nel microonde e dategli una scaldata veloce: tornerà come nuovo.
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7. Usare il microonde per sterilizzare i vasetti di marmellata
Pulite i barattoli e lasciateli un po’ umidi. Metteteli dentro al microonde e azionatelo per 30-45 secondi, a seconda delle dimensioni. Estraete i barattoli ancora caldi e riempiteli di confettura calda. Poi chiudete ermeticamente con il tappo. Scoprite tutti gli altri metodi per sterilizzare i barattoli di marmellata

8. Usare il microonde per scaldare creme e asciugamani
Quando fa freddo riscaldate le creme idratanti da spalmarvi sul corpo e gli asciugamani con il microonde. Sarà ancora più confortevole fare una doccia e prendersi cura di sé.

9. Usare il microonde per togliere l’umidità al sale
Quante volte capita che il sale si compatti a causa dell’umidità. Oltre al classico rimedio della nonna di mettere dei chicchi di riso nel contenitore del sale, potete usare anche il microonde. Aprite la confezione, mettetene un po’ su un piatto e fatelo scaldare al microonde. In pochi secondi tornerà friabile e sgranato.

10. Usare il microonde per essiccare le erbe aromatiche
Avete coltivato sul vostro balcone la salvia e il rosmarino e adesso volete essiccarle? Con il microonde ci metterete meno di un minuto. Fatele scaldare per 30 secondi alla massima potenza e le vostre erbe saranno essiccate.

Dic 4, 2015 - Senza categoria    No Comments

CAPPELLI

Cappelli-burger

È inverno, fa tanto freddo, e quindi i cappelli vivono la loro stagione migliore. Per coniugare la passione per i cappelli a quella per l’estro e la pazzia, ecco i modelli di Chili Philly, alias Phil Ferguson, un ragazzo di Melbourne con due passioni: una è il crochet, l’altra è il cibo.

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Ott 8, 2015 - Senza categoria    No Comments

il miracoloso latte d’oro

Turmeric-Golden-Milk-

Questa bevanda che ha origine nella medicina ayurvedica ed è stata da sempre consigliata dai maestri yogi ha incredibili effetti sul corpo e la scienza oggi può dimostrare il perché.

La ricetta del Latte d’oro (Golden Milk) serve per migliorare l’elasticità, per chi ha problemi di articolazioni, o alle giunture o la schiena. E’ ottima per la colonna vertebrale dato che lubrifica, aiuta a rompere i depositi di calcio, riduce eventuali infiammazioni e contribuisce a rimuovere le tossine, grazie all’azione sul fegato. Combatte la depressione e l’Alzaimer. Dopo alcuni giorni sentirete notevoli cambiamenti.

L’ingrediente segreto è la curcuma che con più di 150 studi scientifici che ne attestano le straordinarie proprietà dovrebbe, senza ombra di dubbio, essere inserita sistematicamente nella nostra dieta quotidiana.

Ecco la ricetta

Passo 1 – Pasta di Curcuma

1/4 di tazza di curcuma

1/2 cucchiaino di pepe appena macinato  (l’aggiunta del pepe, circa il 3% con queste proporzioni, rende la curcuma più biodisponibile)

1/2 tazza di acqua

Bollite l’acqua a fuoco medio insieme alla curcuma mescolando lentamente fino a che il composto non si asciuga e diviene un pochino denso. Una volta pronta la miscela può essere conservata in frigo e utilizzata per 40 giorni.

Passo 2 – Latte d’oro

1/4 CUCCHIAINO DI PASTA DI CURCUMA (o anche di più a piacere)

1 tazza di latte (anche vegetale soia o riso)

1 cucchiaino di olio di mandorle o anche olio di girasole spremuto a freddo o canapa o cocco

miele per dolcificare a piacere

Combinate gli ingredienti (escluso il miele) in un pentolino e, mescolandoli continuamente, portate il composto fino quasi ad ebollizione e infine si dolcifica con il miele. Da consumare una tazza al giorno per 40 giorni. Se volete far diventare questa bevanda ancora più gustosa, frullatela! Diventerà così bella spumeggiante e potrete poi spolverarla con un po’ di cannella.

Potete usare la pasta di curcuma anche come crema per condire pane, riso, da aggiungere alle vostre salse e zuppe.

Set 18, 2015 - Senza categoria    No Comments

Se volete essere creativi imparate ad annoiarvi

Un ambiente molto ricco di stimoli sembra aver favorito lo sviluppo di alcune facoltà mentali, ma sarebbe anche responsabile di un calo dell’inventiva, specie nei bambini

di Elena Meli

Leonardo Da Vinci è l’esempio più famoso di creativo a tutto tondo: ha realizzato capolavori di ingegno e maestria in innumerevoli campi. Musicisti, pittori, scrittori fanno della creatività un lavoro e sono creativi per contratto pure i pubblicitari. Ma creativa è anche la massaia che deve reinventarsi una ricetta perché le manca un ingrediente, o l’elettricista che trova una soluzione diversa dal consueto per far funzionare un impianto. Il pensiero creativo, insomma, sembra poter essere ovunque. Ma che cos’è davvero la creatività? La possediamo realmente tutti, o è un dono di pochi talentuosi? È legata a doppio filo con l’intelligenza? Ma soprattutto, è vero che è in crisi, come sostiene uno studio apparso di recente sul Creativity Research Journal? Stando, infatti, ai risultati della ricerca, condotta su 300mila persone sottoposte a uno dei test più usati per misurare la creatività, dal 1990 in poi c’è stato un chiaro declino dei punteggi, mentre gli analoghi test sull’intelligenza indicano una continua crescita del quoziente intellettivo: un ambiente molto ricco di stimoli come quello attuale pare averci reso più intelligenti, “addormentando” però l’inventiva, specie nei bambini, che invece, di solito, sono i migliori nei test di creatività. Secondo i ricercatori, ciò accade perché interagiamo in modi sempre più impersonali grazie alla tecnologia, perdendo “segnali” comunicativi che arrivano dal contatto diretto e aiutano a sviluppare una personalità estrosa.

Ma la nostra creatività diminuisce pure perché oggi tutti, bambini compresi, abbiamo poco tempo per pensare in libertà: nel caso dei bimbi, ad esempio, programmi scolastici molto ampi, attività collaterali di ogni genere e giochi elettronici hanno fagocitato il tempo libero, che invece andrebbe dedicato anche ad annoiarsi un po’. Perché proprio la noia è benzina per le nuove idee. Una ricerca pubblicata su Frontiers in Psychology, ad esempio, ha dimostrato che favorire le attività poco strutturate, dal gioco all’aperto alla lettura, dalle visite allo zoo alle passeggiate nel parco, aiuta gli alunni delle scuole elementari ad avere performance creative migliori: il gioco di ruolo, un classico delle attività infantili, è uno dei modi migliori per stimolare il “genio”. E uno studio americano su 56 adulti conferma: bastano quattro giorni di full immersion nella natura, senza diavolerie elettroniche, per dare una tregua alla mente che, non più costretta a dare fondo alle sue capacità di attenzione, ritrova slancio e creatività. Ma se lo stile di vita attuale sembra soffocare l’inventiva, d’altro canto c’è sempre maggior consapevolezza che fantasia e creatività siano talenti da incentivare.

 

 

Spiega Barbara Colombo, coordinatrice dell’unità di ricerca di Psicologia della Creatività all’Università Cattolica di Milano: «Studi su persone che hanno perso l’impiego hanno dimostrato che il pensiero creativo si associa a una maggior probabilità di reinserirsi nel mondo del lavoro o di migliorare la propria posizione: chi è molto esperto nel suo campo, ma è “rigido”, non lascia mai la strada vecchia per la nuova e spesso non trova alternative; chi è esperto ma ha un pensiero flessibile, capace di spaziare con creatività, riesce a riciclarsi meglio. Ed è più apprezzato dai datori di lavoro». Tutto sta nella capacità di avere un pensiero divergente, caratteristica alla base della creatività secondo molti studiosi: chi vede oltre gli steccati, facendosi distrarre da stimoli collaterali insoliti, è più ingegnoso e innovativo di chi utilizza solo il pensiero convergente, ovvero focalizzato su un obiettivo, logico e razionale. Secondo molte ricerche, poi, chi è creativo è anche più intelligente (mentre l’inverso non è scontato). Ma è possibile definire la creatività? «È composta da diversi fattori: fluidità (quante idee siamo capaci di partorire); flessibilità (capacità di trarre spunto da elementi diversi e passare dall’uno all’altro); originalità, (effettiva innovazione del pensiero); elaborazione (il grado di dettaglio con cui si specificano le idee) – spiega l’esperta -. Secondo un altro tipo di approccio, la creatività è soprattutto la capacità di associare elementi molto distanti fra loro per trarne una novità».

 

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