Lug 9, 2008 - bricolage, riciclare    9 Comments

www.miciovinicio.it

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Bottiglie di plastica, tappi, barattoli di latta, filo di ferro, nylon, carta, scatole di cartone… materiali poveri usati e gettati quotidianamente nel cassonetto. Oggetti dalle forme particolari, belli per un solo istante, usati per contenere, proteggere, conservare, trasportare. Oggetti creati per dare forma al loro contenuto. Oggetti sottovalutati. Oggetti svuotati, senza piu’ alcuna funzione. Oggetti che muoiono. Oggetti che inquinano perche’non vengono pensati per essere trasformati e ri-usati.
Dare nuova vita agli oggetti apparentemente-ormai-inutili e’ lo scopo principale del mio lavoro: osservare, raccogliere, scomporre, assemblare, ricomporre, creare nuove forme con una vita propria

Lug 8, 2008 - tricot    8 Comments

collana ad anello

PUNTI IMPIEGATI maglia rasata rovescio ***DIFFICOLTA’ facile*** LAVORATO CON ferri n. 3***

 

Anello dopo anello ecco che prendono forma le collane a maglia rasata rovescio, gli accessori fra i più “cool” della spiaggia; a voi scegliere fra quella in tinta unita o multicolor.

Lug 4, 2008 - bricolage, cucito, moda, riciclare    1 Comment

BASTA ATTACCARE UN BOTTONE PER PERSONALIZZARE LE INTRAMONTABILI ESPADRILLAS

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94670d65596e992e8588555d85476be4.jpgGiacomo Bonino, un ricco commerciante genovese, a cavallo tra l’800 ed i primi del 900, in945e95f9502f1ecd47ff672d3328047a.jpg uno dei suoi tanti viaggi a bordo del suo bastimento di nome Zissou, giunse in Spagna dove fu colpito da una scarpa. Niente di neanche lontanamente raffinato, si trattava di calzature semplici e robuste, quasi spartane, con la tomaia in tela robusta cucita a mano e la suola realizzata con la corda ricavata dalle fibre di una pianta infestante presente in abbondanza sul luogo.

Acquistate diverse paia di quelle che oggi conosciamo con il nome di espadrillas per la sua numerosa famiglia, ne studiò i dettagli e tornato poco dopo in Spagna chiese agli artigiani di 85021116bfa61a0229808c1e8c458e12.jpgrealizzarle apportando qualche modifica di carattere estetico e funzionale. Le espadrillas divennero presto un must in Costa Azzurra e, nel periodo compreso tra gli anni ‘20 e gli anni ‘60, furono sinonimo di stile raffinato e casual nell’intera costa francese. Il brand Zissou torna 6de3d439ddfbbb8b31098ca0addcf449.jpgoggi con le sue coloratissime espadrillas celebrando il ritorno ai materiali naturali e agli accessori che hanno il sapore del passato, si ripropone sotto la guida di un pronipote di Giacomo Bonino, Paolo Garberoglio, che prova a bissare il successo delle scarpe che coloravano le strade di Montecarlo e Saint Tropez più di cento anni fa.

Lug 2, 2008 - bricolage    4 Comments

ROSE DI CARTA

 questo è un video che ci mostra quanto è semplice creare una rosellina di carta per usarla singolarmente,a mazzetto o creare una bella sfera.tutte idee simpatiche per fare addobbi in casa ,sui pacchi regalo,sul tavolo,come segnaposto,bomboniere,ecc…

Lug 1, 2008 - volontariato    1 Comment

fare del bene fa bene

 

Puzzle all Together


PAT

28 giugno 2008


Ecco altre tessere per il PAT, arrivano da Laura, e quanto ha lavorato, non una, non due,non tre… ma cinque bellissimi cuori!!!

Giu 26, 2008 - bricolage    1 Comment

ARRIVA IL CALDO…

  Arriva il caldo e si mangiano gelati,ora c’è un motivo in più per mangiarli,si usano gli stecchini per farci un paralume che useremo nelle buie notti invernali,in qualche modo dovremo darci da fare no?Quindi sotto con i moretti!!!

Giu 24, 2008 - bricolage    5 Comments

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Come realizzare una borsa Kelly di Hermes con la carta

kelly hermes carta paper toys

Hermes

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18:58 ScrittoSe anche voi sognavate di ricevere una borsa Kelly di Hermes in coccodrillo in regalo , ma nessuno ha deciso di sacrificare la sua carta di credito (e un alligatore) per la vostra gioia, sappiate che non è detta l’ultima parola. Da oggi, tutte le fashioniste con il conto in banca in profondo rosso, che non possono permettersi nemmeno di entrare in una boutique di Hermes, possono costruirsi da sole la propria borsa Kelly usando la carta.
Su Kelly Bag Papercrafts trovate il template da scaricare per realizzare la vostra Kelly di Hermes. per queste borse (di carta) super-esclusive, sarà possibile effettuare il download . Meglio approfittarne subito oppure passerete per quelle che non si possono permettere nemmeno una Kelly di Hermes di carta.

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Giu 23, 2008 - bricolage    12 Comments

REALIZZATE UN LAMPADARIO CON I BICCHIERI DELLO YOGURT

 

pubblicato da francesca camerino 

Lampadario di plastica fai-da-te E’ colorato, semplice da realizzare, economico e per costruirlo si può utilizzare del materiale riciclato. E’ un bellissimo lampadario da soffitto. La scelta é per il rosso, il giallo e l’arancione ma anche recipienti di altri colori possono fare al caso vostro. Pensate ad abbinarlo all’arredamento della camera nella quale sarà appeso.

In questo caso, i 70 bicchieri sono stati legati tra loro con del fil di ferro e legati all’anello del paralume. Il calore non fonde la plastica perchè é stata usata una lampadina a basso consumo, che non scalda. Inoltre la distanza tra la copertura di bicchierini e la lampadina 845ef1c6f02d035b85a43930d87b85a8.jpgé molta. Buon lavoro

uno dei tanti articoli sul knit cafè di Imola

1f307c08571e2ae3860538e056b52189.jpg13 febbraio 2008 

Adesso va di moda fare la calza al bar

Serate organizzate dal club «Magie di maglia». All’enoteca «Le magie di Bacco» di Imola appuntamenti periodici dedicati alle appassionate di ferri e gomitoli. Molte le giovani, ancora pochi gli uomini. La riscoperta di un hobby dagli effetti terapeutici.
Imola. Un dritto e un rovescio, tra un sorso di vino, appetitosi stuzzichini e quattro chiacchiere in compagnia. E’ il knit cafè, la moda del momento, che riunisce le appassionate di maglia non attorno al caminetto di casa, ma al bar. Anche a Imola l’insolita tendenza, che in America sta dilagando pure tra i divi di Hollywood, sta prendendo piede per iniziativa del club Magie di maglia, nato attorno al negozio I fili di Dora e in collaborazione con l’enoteca-ristorante Le magie di Bacco.
Appuntamenti periodici dedicati al piacere di incontrarsi e di condividere in pubblico la passione per ferri e gomitoli. A far tintinnare i loro strumenti di lavoro, sedute attorno al tavolo, poche nonne e molte ragazze, a smentire il luogo comune in base al quale «fare la calzetta» sia un passatempo solo per attempate signore. «Al momento  ha 12 anni la più giovane partecipante al nostro club, nato nell’ottobre scorso e che conta già circa 60 iscritti». Vanessa, questo il suo nome, infila con calma e attenzione i punti sui ferri. Ha cominciato a lavorare a maglia da pochi mesi «per divertimento», spiega timida, seguendo l’esempio della nonna Liliana, che le siede accanto. «E’ stata una sua decisione – conferma la nonna – e ha imparato subito i punti basilari».
Vanessa ha già fatto due sciarpe, contagiando anche la sua migliore amica, Marica. «Non so ancora cosa sarà – risponde a chi le chiede cosa sta realizzando con quella lana candida –. Lo faccio per passare il tempo». Per tutte le protagoniste del knit cafè fare a maglia è una vera e propria terapia. Riduce lo stress, dà soddisfazione, aumenta l’autostima, è un potente antidepressivo. «Per me è una necessità fisica – racconta Laura di Lugo, 48 anni, di professione ceramista –. Sono molto creativa e mi piacciono tutte le attività manuali, dall’uncinetto al découpage. Quando faccio una maglia, penso già ai prossimi tre lavori da realizzare. E alla fine, ho anche il coraggio di indossare quello che invento. La maglia mi ha anche aiutato a superare momenti difficili, dopo la morte di mia mamma. Quando lavoro, tengo impegnata la mente sul progetto». Per Stefania, che alterna la maglia ai turni in ceramica e al ménage familiare «è una terapia che rilassa, un modo per uscire dalla routine». Suo figlio Alessandro, di 8 anni, siede accanto a lei e si cimenta con i sui primi punti. «Ogni tanto faccio maglie anche per le mie colleghe – prosegue Stefania, sferruzzando veloce –. Mi chiedono i modelli visti sui giornali. Una volta ha voluto provare anche mio marito, che pensava fosse semplicissimo, ma dopo due minuti ha rinunciato».
Cristina, 35 anni, fa l’impiegata. Mentre lavora alla manica del pullover per suo figlio, scambia quattro chiacchiere con Michela, 25 anni, studentessa in dolce attesa. A maggio nascerà la sua bimba e nel frattempo le sta preparando una copertina grigio-rosa. Per loro, tutto è cominciato da uno dei corsi organizzati da Lorena e da lì hanno continuato a frequentare il negozio. «Il knit cafè è una bella iniziativa – concordano –. E’ un pretesto piacevole per uscire e fare a maglia, visto che a casa non c’è mai tempo». Cristina, pendolare, si porta i ferri anche in treno, che prende ogni mattina alle 6.56. «E’ un ottimo sistema per svegliarmi – assicura – e un modo per socializzare. Spesso infatti la gente mi chiede informazioni, incuriosita». Fare a maglia facilita anche l’integrazione, come nel caso di Livia, di origine romena, che ha conosciuto Lorena partecipando alla realizzazione della sciarpa più lunga d’Italia, appassionandosi di nuovo a un’attività per anni lasciata da parte e conoscendo nuove amiche. Del gruppo fa parte anche Serena, 25 anni, impiegata part time, «iscritta per scherzo» a un corso di maglia e già in grado di insegnare a sua volta quello che ha imparato alle amiche Silvia e Ursula. «In questi ultimi anni c’è stata una riscoperta della maglia – aggiunge Roselia Irti, già insegnante di inglese, scrittrice e ora impegnata come maestra nei corsi organizzati da Lorena –. Mi fa molto piacere vedere le giovani di oggi, figlie di una generazione di ex sessantottine che a volte non sanno nemmeno usare ago e filo, riavvicinarsi a questa attività che dà il piacere di produrre qualcosa di bello e utile per sé e per gli altri».
La passione per la maglia corre anche sul filo del web. A tenere aggiornato il blog facendo spesso le ore piccole davanti al computer, è Cristina , 28 anni, impiegata. «Dalla fine di ottobre abbiamo avuto oltre 4.800 contatti – racconta con entusiasmo –. Ci scrivono da tutta Italia per chiedere informazioni sui nostri modelli e su come avviare attività analoghe dalle loro parti. Mi è arrivata una e-mail da un ragazzo di Torino interessato a diventare socio del club e a ricevere il corso di maglia in dvd che mandiamo a chi si iscrive».
La maglia, infatti, non è più affare di sole donne. In Inghilterra e in America sempre più uomini ricamano e lavorano coi ferri. Già nel 2001 Lorena  aveva lanciato il progetto Se sferruzzo non guido, in collaborazione con il pub imolese Porteño, riuscendo a coinvolgere un piccolo gruppo di uomini. Il tabù è però duro da scalfire, anche se non mancano le eccezioni. Marco, 28 anni, impiegato, non ha nessun problema a imbracciare i ferri. «La passione mi deve ancora venire – ammette scherzando –, ma è sempre meglio saper fare di tutto. Metti che la mamma mi cacci di casa e mi serva una coperta per dormire…».

Articolo tratto da “Sabato sera” di venerdì 8 febbraio 2008

Lorena Mirandola
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